“I miei martedì col Professore. La lezione più grande: la vita, la morte, l’amore” – Mitch Albom

  • Titolo: I miei martedì col Professore. La lezione più grande: la vita, la morte, l’amore
  • Titolo originale: Tuesdays with Morrie
  • Autore: Mitch Albom
  • Casa editrice: BUR Biblioteca Universitaria Rizzoli
  • Anno e mese di edizione: ottava edizione BUR narrativa: luglio 2006
  • Traduttore: Francesca Bandel Dragone
  • Genere: narrativa
  • ISBN: 978-88-17-25184-4
  • Pagine: 198
  • Trama: Un giorno, nel 1995, l’autore vede casualmente in TV un’intervista a un suo professore del college che è stato molto importante per lui, ma con cui non ha più contatti. Scopre così che il professore è gravemente malato e che, mostrando incredibile forza e dignità, partecipa alle varie puntate della trasmissione, ottenendo un successo enorme: migliaia di persone gli scrivono per avere consigli e per incoraggiarlo a continuare la sua battaglia. L’autore, colpito e imbarazzato dal suo prolungato silenzio, riesce a rintracciarlo e si reca a fargli visita per quattordici settimane. Si tratta di incontri toccanti, nei quali i due parlano di una varietà di argomenti: amore, vita, morte, perdono, famiglia, valori. Entrambi ne usciranno arricchiti.
  • Commenti: Questo romanzo, autobiografico e narrato in forma di diario, immerge bruscamente ma piacevolmente il lettore in una storia reale, di vita: la storia di due persone comuni, legate da un affetto che va oltre i meri aspetti pratici della quotidianità. Allo stesso tempo, grazie alla semplicità del linguaggio e alla scorrevolezza stilistica, trasmette valori fondamentali senza annoiare né stancare. Sentimenti quali l’amore e l’affetto, l’importanza della vita, la gioia ritrovata anche nei più piccoli gesti, la semplicità dei momenti trascorsi con le persone care vengono espressi senza alcun moralismo né intenzione di predicare, ma soltanto di raccontare una vicenda umana che permette di comprendere appieno il senso della vita. È una delle storie più commoventi e rasserenanti che abbia mai letto, nonostante la crudezza della malattia traspaia in molti passi.